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16 febbraio 2012
(Re)PRODUCTION
IN QUESTO DISCO E' NARRATA LA STORIA DI UN PRODUTTORE MUSICALE:TODD RUNDGREN. E' UNA STORIA LUNGA E SERENA DI COME UN UOMO ABBIA SAPUTO CREARE SUONI NUOVI PER ALTRI ARTISTI ED ORA IN MODO DIVERSO CLONA PER SE STESSO. UN'ARTE IMMENSA PER UN UOMO SEMPLICE: MODELLARE LA MUSICA. E IL DESIDERIO PIU' GRANDE DI QUEST'UOMO E' CHE SI DICA:CHE BEL DISCO HO ASCOLTATO OGGI.
Lino Terlati

THIS RECORD TELLS THE STORY OF A MUSICAL PRODUCER: TODD RUNDGREN. IT'S A LONG AND SERENE HISTORY OF HOW A MAN HAS MAKE NEW SOUNDS FOR OTHER ARTISTS AND NOW IN DIFFERENT WAYS CLONES FOR HIMSELF. IMMENSE ART FOR A SIMPLE MAN: SHAPING THE MUSIC. AND THE DESIRE 'S GREAT TO THIS MAN IS PEOPLE SAYS: WHAT A BEAUTIFUL RECORD I HEARD TODAY.
| inviato da SpecialInterest il 16/2/2012 alle 22:51 | |
12 febbraio 2012
TODD RUNDGREN-Vita.
Pochi artisti hanno similitudini con Todd Rundgren, ma le stesse caratteristiche, quelle di una genialità non comune le si riscontrano anche in Frank Zappa, David Bowie, Kim Fowley, Brian Eno, Robert Fripp, Brian Wilson, Virgin Prunes. Grandi nomi che continuano a stupire, hanno illuminato le pagine oscure di una musica povera, sempre pronti ad indicarci nuove strade. Todd Rundgren, fra i nomi citati e' forse quello che e' stato attivo su piu' fronti contemporaneamente. Nasce nel 1948 ad Upper Darby un sobborgo di Philadelphia e gia da bambino rimane affascinato da un oggetto che corrisponde ad un 45 giri in vinile. Trova in esso significati esoterici. In eta' adulta diventa protagonista del pentagramma in svariati ruoli. Artista, chitarrista eccelso, compositore, poeta, ingegnere del suono, produttore fra i piu' richiesti, regista di video-clip, fotografo, copertinista, poli-strumentista ed one-man-band, scopritore di talenti nuovi, proprietario di studi di registrazione fantascientifici, primo artista interattivo, creatore di software di computer e costruttore di macchine musicali, infine uomo comune. E' un artista prolificissimo, la sua attività di compositore lo vede pubblicare grandi opere ininterrottamente dal 1968 fino al 1985 anno di pubblicazione del grande ''A CAPPELLA" disco per sole voci (tutte del nostro protagonista). Quindi una pausa di 4 anni , ma poi la storia comincia di nuovo con "Nearly human" album inciso nelo stesso modo dei grandi della Tamla Motown, cioe' in diretta in studio, con uno stuolo di session-men da far paura, e sembra essere infinita. Insomma esiste un mito "Rundgren". Sia artisticamente che stilisticamente, la vicenda di Todd RUNDGREN, può essere paragonata a quella di David Bowie. Entrambi non vogliono una residenza fissa, il continuo cambiare casa e' per loro fonte di stimoli nuovi e nuova vita. Musicalmente partono tutte e due dalla ricerca, quella di Bowie parte da modelli gia esistenti, quella di Todd parte da zero, la sua rivolta allo show business e' una costante ed ogni suo disco nuovo e' un voltafaccia, rispetto al precedente. Inizia con album beat,(Nazz, Nazznazz) per occuparsi poi di orchestrazioni(Runt); crea album di pop songs(Something/Anythyng?), e comincia a concepire albums fatti tutti da solo. Si dedica all'Elettronica piu' avanzata nei primi anni '70(Todd), e la sua musica diventa un luna-park felliniano(A wizard, a true star); crea musica siderale e con fermenti nuovi, avanguardistica ancora oggi (vedi l'album TODD RUNDGREN'S UTOPIA 1974 Bearsville). S'innamora del jazz elettrico(Another live), e in piena era punk, ricrea in laboratorio hits degli anni sessanta(Faithful). Si dedica ad un progressive hollywoodlano(RA), sfocia nel techo-rock(OOps!Wrong planet), per approdare al un puro easy listening(Hermit of Minkhollow). Riprende con un rock radicale, puro e senza contaminazioni elettroniche(Back to the bars), poi sono di nuovo le tastiere a creare mosaici giganteschi sonori. E' un alfiere del pump-rock, ma dietro l'angolo pensa ai Beatles e incide un album "DEFACE THE MUSIC" dove li prende in giro, cambia gli accordi originali, le registra con strumenti moderni ma filtrati attraverso mixer degli anni '60 e le canzoni tornano nuove pur sembrando già sentite. Un suo periodo depressivo lo porta ad esplorare la musica ambient e folk(Healing), ritorna impegnandosi politicamente con canzoni con tempi swing(Swing to the right), il beat lo affascina e allo stesso tempo crea crazy-songs con ritmi dance.(The ever popular tortured artist effect). Storpiare la musica deve essere una sua costante, riprende suoni ipertecnologici e iperplastificati per oscurarli con atmosfere ossessive e ritmiche africane in "OBLIVION" (Passport 1983), e di nuovo alternarsi l'anno successivo con un rock morbido alla Toto, le melodie sono sempre piene di carisma e la voce raggiunge livelli magnifici(POV), tanto da dedicarsi solo a questo strumento per pubblicare appunto un album degno di Palestrina, "A CAPPELLA" in piena era Duran Duran. Si ferma 4 anni, scrive colonne sonore(Undercover), continua a produrre, ma in proprio ritorna nel 1989 con "NEARLY HUMAN" un bombardamento di white soul e Tamla Motown, Philly sound style; la magniloquenza lo ritrae in "2 nd WIND" vero album operetta.  Ma pensa già a "NO WORLD ORDER" disco virtuale e cibernetico con un elettronica da far spavento e infarcito di theremin. E' l'epoca dell'interattivita' coniata da lui, ma i suoni terreni lo richiamano in Giappone per registrare un album sporco ed elettrico, come "REDUX". Poi si arriva a "THE INDIVIDUALIST" Todd reinventa se stesso con un tipico Rundgren album al 100%, che pesca soluzioni propinateci per 30 anni dal suo magico cilindro, e con un occhio rivolto al grunge piu' tecnicista che mai e l'altro all'acid-jazz. "THE INDIVIDUALIST", e' ispirato a letture di Herman Hesse e della Bibbia e la e'musica adatta agli scenari descritti dai testi, che hanno origine nella situazione sociale attuale, violenta e drammatica. Cosi' il pezzo "Cast the first stone" e' un pezzo veranente furioso, ossessivo, dilaniato, con liriche esplicite. Il basso in primo piano a ricordare Killing Joke o Nine Inch Nails (suoi discepoli). Molteplici gli stili musicali. Il primo bellissimo singolo e': "If not now, when"; Todd ci dice la sua sulla guerra in Bosnia. Nel pezzo omonimo dell'album, dove insieme ad uno stile jazz anni 50 con flauti inusuali e impasti vocali alla Steely Dan, ci racconta una favola sul perche' ora si fa chiamare TR-i e altre diavolerie: vuole essere una confessione su chi egli sia veramente. Todd e' un one-man-band, e anche in questo disco fa tutto da solo. Fa un pezzo dall'intro Zeppelliniana che piano piano ci immette in un grunge con reminescenze anni '60. Il fascino e' indescrivibile. "Family values", aperta da un presentatore di telegiornali, si snoda in un ritmo P-funk eccezionale, il piano e la sezione ritmica hanno un vero groove nero che solo bands come i Digital Underground, o i Parliament sanno fare; in questo pezzo si parla del disagio familiare, e Todd raccomanda di credere nei valori della famiglia. Todd e' grande con la chitarra ed in questo album l'ha suonata un po' di piu' che negli ultimi, dove a farla da padrone era un impasto iper-tecnologico di computers, samplers, loops e theremin.

Importantissima la sua attività di produttore, sotto di lui sono stati guidati i New York Dolls, Steve Hillage, Jesse Winchester, Sparks, Hello People, Grand Funk Railroad, Meat Loaf, XTC, Psychedelic Furs, Zerra One, Fanny, Shaun Cassidy, Tubes, Patti Smith, Rick Derringer, Tom Robinson, New England, Lords Of The New Chuch, Rubinoos, Laura Nyro, Jill Sobule, The Pursuit of Happiness, Paul Schaffer, Hiroshi Takano, La Ppisch. Rimane sempree negli atteggiamenti un provocatore verso la societa' americana, come ha dimostrato nelle puntate dello show televisivo "Politically incorrect". E tutta la sua opera ha detto e dice veramente qualcosa di nuovo forse perche' e' proprio visceralmente innamorato della musica. E ogni volta che lui produce qualcosa la musica sembra virare per nuove forme evolute, che partono da lidi ancestrali per arrivare ad orizzonti sconosciuti. E adesso siamo pronti per cambiare di nuovo orizzonte, infatti questo 1997dovrebbe essere per Todd un anno ricco di avvenimenti, a cominciare dalla pubblicazione del nuovo "Up against it", un vero musical in pieno stile broadway, un'opera che non segue la logica delle leggi del mercato discografico,completamente diversa dal precedente "The individualist". Il tema centrale dell'album e' il sesso o gli atteggiamenti sessuali diversi che si scontrano nella societa'. La trama fu scritta da Joe Orton, artista immortalato da Stephen Frears nel film "Prick up your ears" e doveva essere musicata dai Beatles. Non se ne fece niente in quanto i Beatles si sciolsero, e Joe Orton mori' assassinato dal suo amante. Il produttore Joe Papp per anni ha cercato musicisti capaci di eguagliare i Beatles, e disse che l'unico che poteva musicare "Up against it" era Todd Rundgren. Dei Beatles non c'e' niente, ma piuttosto Todd sembra essersi ispirato a Leonard Bernstein,Bernard Herriman,Kurt & Weill,Leiber & Stoller, Charles Ives. Niente chitarre rock, niente samples o computers, ma filastrocche irreverenti, tarantelle,una vera operetta, tutta incisa da solo, ha anche ricreato i testi, insommma un'altra faccia di Todd,ipergalattico poliedro. Nel bene e nel male si parlera' a lungo di "Up against it", un disco che poteva essere pubblicato nel 1960 o nel 2020, senza tempo. Poi , e la noizia e' di questi giorni Todd si esibira' a Shangai in Cina in un concerto che verra' videoregistrato e forse pubblicato in Cd solo per il mercato cinese, un invito che le autorita' cinesi hanno rivolto a pochissimi musicisti americani. Sempre dall'Est e dal Giappone e' uscito un doppio Cd tributo a Todd da parte di artisti giapponesi, bellissimo, alcune canzoni sono state tradotte in Giapponese ed il fascino e' indescrivibile e questa raccolta si va ad aggiungere ai due tributi americani "For the love of Todd" e il doppio "Still there's more" pubblicatri dalla psychedelica Third Lock Records. Grandissima notizia e' quella della nascita del PATRONET, la musica distribuita in rete; qui Todd ha gia' pubblicato i due nuovi pezzi "The surf talks" e "Hit me like a train", e qui e' il futuro della musica, cambia la gestione della distribuzione della musica,non piu' case discografiche , ma un sito Internet dove il musicista puo' pubblicare quando vuole lui due pezzi, o 10 o 30 e subito lo stesso giorno che finisce di registrare in sala di registrazione; quando il materiale pubblicato raggiungera' la soglia dei 60 minuti, Todd vendera' un relativo Cd ad un prezzo di 5 $. Tra l'altro stannno aderendo a questa iniziativa di Todd molti altri musicisti? Sara' la morte dell'industria discografica? Comunque per Natale Todd ha gia' pronto il nuovo Cd che sara' pubblicato dalla EMI/ANGEL ed inciso stavolta con musicisti come Praire Prince (Tubes), Kasim Sulton (Utopia), Ferenzik (geniale tastierista sperimentale autore di tre illuminati albums), Jesse Gress, chitarrista controfigura di Todd. Ha gia' un titolo per ora "With a twist" e la novita' e' che sara' una rilettura di suoi classici, ma in stile.......bossa nova. E della sua autobiografia che verra' pubblicata alla fine di quest'anno che dire? Un cilindro pieno di idee,un contenitore massiccio con mille divagazioni che affondano le loro radici nella storia della musica e tutte le connessioni possibili senza un filo logico perche' la vera liberta' e' quella senza un filo conduttore. Noi di Special Interest la prima fanzine dedicata interamente a lui, siamo lieti di annunciare che saremo anche noi in rete per la fine di Ottobre con un sito con i controfiocchi dove naturalmenteLucignolo Rundgren sara' il protagonista...........................
Lino Terlati (passato, presente e futuro idolo)

18 maggio 2011
Nella Terra dei Pinguini-PATTY PRAVO
PATTY PRAVO
Nella Terra dei Pinguini
(Carosello)
Di Patty Pravo se n’è parlato dappertutto da quarant’anni e continua a far parlare di sé.
Peccato che ultimamente proprio dopo la pubblicazione di questo nuovo album,la macchina promotrice si sia fermata. La dea di Venezia purtroppo non ha fatto centro a San Remo con Il vento e le rose, canzone splendida, per via di alcuni errori tecnici in diretta.
Certo ripetere l’esibizione e la magia , la profondità di un pezzo come E io verrò un giorno là era impossibile, però il nuovo album ha classe e ci sono brani come Schiaffi di carezze che ti lasciano ad occhi aperti per la bellezza. A parte Diego Calvetti, il collaboratore David Gionfriddo sono gli stessi di Nic-Unic ultimo album in studio di inediti,tralasciando Spero che ti piaccia pour toi.
Però sommariamente Nella terra dei Pinguini è inferiore per forza e fascino a Live Sold Out Arena di Verona ed anche a Spero che ti piaccia pour toi. Troppo costruito senza bizzarrie come ci si aspetta da una Patty Pravo. Un disco normale.
Nella Terra dei Pinguini è stato registrato a San Gimignano ed in qualche modo la chiusura rurale entra dentro i solchi. Isolamento. Tredici canzoni spigliate , fresche .Dove regna incontrastata la voce di Nicoletta Strambelli che da spessore a tutte le canzoni. Inimitabile nella bellezza della sua ugola..
Ma anche la band ha impastato molto bene la miscela sonora e tutto sembra filare liscio .Lapo Consortini alle chitarre,il grande Diego Calvetti alle tastiere,il fedele Gabriele Bolognesi al sax sono i musicisti di spicco di questo album.
Nella terra dei pinguini è un disco elegante,ballate e rock semplici che non vogliono essere cervellotici, alcuni richiami agli anni ’60 come The Fool, un titolo che a Nicoletta è sempre piaciuto, già per un suo spettacolo mai messo sul palco, ma scritto. Sinceramente se dovessi stilare una classifica degli album di Nicoletta non saprei come posizionare questo disco, certamente non fra i primi, ma nemmeno fra gli ultimi, una via di mezzo. Forse la cosa migliore è Cielo scritta da Giuliano Sangiorgi, aerea ed eterea , sospesa su una nuvola, e la voce di Patty così potente che sovrasta le stelle.
Il vento e le rose , è riflessiva e fluida e un potenziale hit. Poi spiccano brani veloci ed accattivanti come Malato amore e Averti qui con me e Fuoco calamita. Queste le canzoni che dovrebbero assicurare un successo di vendite di Nella terra dei Pinguini. Sbagliato proporre come singoli Unisono e La vita è qui,troppo intense e rockettare per il pubblico più giovane che non ha la cultura musicale degli anni’60-70.
Lino Terlati
| inviato da SpecialInterest il 18/5/2011 alle 21:56 | |
27 novembre 2010
For lack of honest work-Todd Rundgren
FOR LACK OF HONEST WORK- TODD RUNDGREN (Microwerks)
Un
capitolo importante della storia della musica rock spetta al mago Todd
Rundgren. Insieme a David Bowie,Alice
Cooper,Brian Eno, David Byrne ,lui è
stato un rappresentante di uno stile particolarissimo a cui hanno attinto molti
musicisti. Senza di Todd non avremmo avuto dischi e bands importanti come New York Dolls,Meat Loaf,Steve Hillage, 12
Rods, What is This,Psychedelic Furs,Tubes, James Cotton, Patti Smith, Rick
Derringer,XTC,Zerra 1 etc etc.
Ci sono
stati anche vari tributi a Todd per lo più da fans incalliti, sia in Giappone,
che in USA, che in UK..
Rock,
blues, ballads, electronic music,folk,sperimentazione,ambient,mersey
beat,space-rock,AOR,Philly Sound e altro ancora è quello che possiamo trovare nel calderone Todd
Rundgren attraverso questo splendido triplo cd live che ripercorre quasi 40
anni di carriera. Rimane palese un amore sviscerato per i Beatles che però si fonde con soluzioni quasi psichedeliche ed
anche easy listening. (Be Nice to me). E si susseguono varie formazioni e
diverse bands che lo hanno accompagnato, dagli Utopia, agli Hello People, alla
Eleven Voice Orchestra, con vari
batteristi come John Wilcox,Kevin Ellmann,Michael
Urbano,Prairie Prince.
Sembra
ancora adesso di respirare aria nuova quando si ascolta Utopia Theme, quasi di planare verso orizzonti sconosciuti. Un
pezzo rivoluzionario per l’epoca e ancora oggi con la bellissima voce di Todd
in primo piano.
Le
voci, i cori, un marchio di fabbrica a cui Todd ha sempre regalato nuove
armonie,incastri,costruendo un pantheon solidissimo e affascinante.
L’evanescenza
dei suoni,la robusta sezione ritmica, il susseguirsi dell’orchestra in una
corsa senza fine,la chitarra capace di scale e velocità mostruose,
l’inserimento di wah wah,quel gusto beffardo di sconvolgere i canoni
tradizionali del rock anche in pezzi semplici come Black Mariah,sono le caratteristiche di un artista difficilmente
classificabile ancora ai giorni nostri vedi l’ultimo Todd Rundgren’s Johnson.
Il
primo cd inizia con It wouldn’t have
made any difference e finisce con
Hello it’s me attraversando però albums come Todd Rundgren’s Utopia,Nazz,Faithful, Initiation,A wizard a true star,
Another live.
Open my eyes
appare in una versione stupenda dove la chitarra s’incastra nelle
tastiere cristalline e poi Todd parte per un assolo vorticante. Si evince solo
da questo pezzo la voglia di straripare i confini della forma canzone, andando
oltre.
E lo
conferma di più Freedom Fighter,una
canzone beat che qui è arrangiata in modo quasi rhytm’n’blues.
I pezzi
sono tutti di Todd a parte un medley di
Marvin Gaye (What’s going on) e Never Never Land.
L’elettronica
Real Man, viene qui stravolta e
adattata ad una a cappella song.
The seven rays sul secondo cd dimostra il buon
affiatamento della band in un pezzo dove ogni singolo componente ha la sua
parte di assolo.
Come il
precedente, anche questo secondo disco spazia da canzoni a veri e propri anthem
–rock come Last ride a sperimentazioni cibernetiche come Mr. Triscuits dove il tastierista Roger Powell si esibisce in una gamma
di suoni extraterrestri. Tutte le canzoni compresa Lord Chancellor’s Nightmare song hanno la freschezza e
l’originalità di un rock’n’roll circus.
Healer
fa parte di Healing un album
solo di Todd del 1981 dove sono importanti le liriche , tutte scritte dopo un
periodo di profonda crisi, qui Healer è registrata dal vivo nello studio di
Levon Helm della band.
E poi
la gioiosa, il grande hit di Todd Love
is the answer, con un organo quasi arcano, anticipazione di quello che poi
sarà il suo grande Hermit of Mink Hollow . E non poteva mancare la storica hit
per eccellenza di Todd e cioè I saw the light, uno dei pezzi che ha imposto
Todd nelle hit-parade mondiali nel 1972 e composta in soli 15 minuti.
Bag
Lady, Too far gone da Hermit sono
easy songs che non determinano un punto d’arrivo infatti poi con Back to the
Bars e Adventures in Utopia tutto
cambia. Rimangono ancora una volta le splendide parole. Born to synthesize già a cappella in Initiation, lo è eseguita anche qui con l’Eleven Voice Orchestra
,sfumature, echi, risonanze,sussurri, esplosioni, cinguettii di voci per un
uomo davvero nato per sintetizzare.Pezzo carismatico.
E la
voce diventa strumento anche per le successive Johnee Jingo ,Hodja, Honest Work tutte tratte da A cappella., una nuova dimensione, un nuovo
orizzonte per l’instancabile Todd che cambia completamento registro vocale.
Il
terzo cd si apre con l’altro grande successo di Todd Can we still be friends.
What’s
going on e Mercy Mercy me dimostra la
grande ambizione di Todd a rendere omaggio ad un egregio signore del soul
Marvin Gaye.
Questo
terzo cd è forse il più bizzarro dove possiamo ritrovare anche Bang the drum
all day che Todd eseguiva anche con la All Starr Band di Ringo. Rispecchia
molto gli anni ’80 anche in pezzi come Lysistrata
e Hammer in my heart in versione
acustica quasi country-rock,poi di nuovo rock-roots con Song to the viking, e
poi il grande musical di Todd Up against
it, con Free Male and 21, e poi
ballate dark come Tiny Demons,fino al rhytm’n’blues di The want of a nail.
O
ancora hard-rock come I hate my frickin
ISP.
Fascist Christ e Worldwide
Epiphany
appartengono ad uno dei più grandi albums di Todd, No worl order, forse capito troppo poco all’epoca,eppure uno dei
migliori album di Rundgren,uno zenith
creativo che esalta un alchimista dei suoni che toccano mente e cuore da tutte
le angolazioni. Un visitatore alieno in mezzo a noi umani.
Un
cofanetto For lack of honest work di straordinaria
bellezza,un carousel che ti diverte e fa pensare con la sua sperimentazione mai
cervellotica ma pruriginosa che nessuna band di oggi o musicista possiede.
Un
cofanetto non uscito per una major ma che diventa ancora più un gioiellino
perché voluto da Todd. Quindi un plauso alla MicroWerks per la volontà di
pubblicare questa istoria di Todd Rundgren, con all’interno un piccolo poster e
i tre cd confezionati meravigliosamente bene e ricchi di fotografie. E la
storia infinita continua.
Lino
Terlati http://www.rundgrenradio.com/rundgrenradio-ban200.gif 
| inviato da SpecialInterest il 27/11/2010 alle 19:44 | |
7 ottobre 2010
TODD RUNDGREN'S JOHNSON
Come avete letto nel post
precedente ,l’ultimo anno l’ho vissuto molto tristemente. E puntualmente è
uscito un nuovo album di Todd Rundgren che mi ha portato un sacco di felicità
che mi ha fatto piangere in un altro modo.
Questa volta Todd ha deciso
di fare un disco tributo al blues e precisamente a Robert Johnson ,reinterpretando alcuni
classici e non. La chitarra di Todd qui svetta verso cime mai raggiunte prima d’ora
e non ci sono tastiere.Un blues che non annoia mai tanto è frizzante e
variegato. Dodici canzoni che partono da Dust my broom, passando per la
rundgreniana Love in vain fino ad arrivare a Crossroads Blues.
Peccato solo che il booklet
sia un po’ scarno di foto e notizie,comunque Todd ha suonato ogni strumento a
parte il basso affidato al suo amico ed ex Utopia Kasim Sulton.Ancora una volta
Todd sorprende con un album che non è uguale a nessun’altro della sua
discografia. E mentre esce questo album
Todd riporta in tour albums come Todd ed Healing,un vero camaleonte. Todd
Rundgren’s Johnson trasuda eleganza e sudore, divertimento ed impegno.
Un disco che tutti i fans di
Todd devono possedere perché ti trapana il cuore con la sua profondità.Love in
vain è il pezzo più alla Todd, dell’intero album, con un assolo di chitarra infinito, chitarra che cambia
registro, tonalità e scale musicali per una ballata immensa.
L’aria si riempie di un
estasi particolare quando esce un suo nuovo disco.Il gladiatore di Arena ,ha
proseguito con un album completamente diverso, però come in Arena è sempre la
chitarra lo strumento principale, oppure la robusta sezione ritmica di Last
Fair Deal Gone Down. Non aggiungo altro solo che Todd Rundgren è uno di quegli
artisti di cui si ricorderanno le gesta. Per sempre. E la sua voce è sempre
magnifica.
Lino Terlati 
| inviato da SpecialInterest il 7/10/2010 alle 15:37 | |
8 marzo 2010
Caduta all'inferno
Sono stato assente dal blog per tutti questi mesi in quanto nel maggio 2009 sono caduto dal balcone al secondo piano mentre mettevo una tenda.Mi sono ritrovato sull'asfalto con due vertebre rotte , due piedi rotti ed una lesione midollare. Ho dovuto subire 5 interventi chirurgici e sono stato anche in Rianimazione. Poi ricoverato per 5 mesi all'Unità Spinale e ancora oggi per urinare devo usare cateteri, per defecare devo svuotarmi manualmente con gelatine e guanti sterili, la schiena mi fa male da morire, e non ho erezioni di fronte ad uno stimolo sessuale; una vera tortura che mi ha cambiato la vita, è venuta a anche la depressione e non ho più molta voglia di ascoltare musica e scrivere di essa. In questo periodo però ho visto con grande interesse la serie televisiva OZ, di cui rimangono inedite in Italia la 5 e la 6 stagione (li ho visti in originale ma non è la stessa cosa con doppiaggio). E mi ha appassionato molto MONDO SENZA FINE di Ken Follett. Todd Rundgren ha fatto due concerti a Londra ed Amsterdam dove ha presentato A Wizard a True star, dovevo andare, poi per le ragioni sopra e gli orari degli aerei, ho dovuto rinunciare. Che altro dire? Nulla se non che la vita a volte è davvero di merda. Lino Terlati

| inviato da SpecialInterest il 8/3/2010 alle 13:25 | |
14 aprile 2009
SEASONS OF THE WOLF capitolo 2 LOST IN HELLSEASONS OF THE WOLF
SEASONS OF THE WOLF
Gruppo proveniente dalla
Florida, più precisamente dalla Tampa Bay Area. Formati nel 1988 dai fratelli
Wes Waddell (voce), e Barry Waddell (chitarrista/produttore),
insieme a Dennis Ristow (tastiere).
La loro prima apparizione pubblica é stata la notte di Halloween del 1988.
Dal 1988 al 1994 diversi elementi si sono alternati al basso e alla batteria
finché la bassista Phaedra Rubio e il batterista Wayne Hoefle
hanno completato una solida line up per l'incisione del primo album in
studio, Seasons of the Wolf, realizzato nel 1996.
Il secondo album, Lost In Hell, é stato prodotto e registrato dal
gruppo nello studio di loro proprietà nel 1998 ed é stato distribuito
nei primi mesi del 1999. Durante la regstrazione di Lost In Hell Phaedra
Rubio é stata rimpiazzata dal tencio delle luci della band, Chris Whitford.
Con la line-up di Barry Waddell, Wes Waddell, Dennis Ristow, Wayne Hoefle
e Chris Whitford il gruppo é attualmente di nuovo in studio per il terzo
album, che sarà intitolato Nocturnal Revelation e verrà distribuito
il 1° gennaio del 2001.
I Seasons of the Wolf gestiscono una propria etichetta discografica, la
EARTH MOTHER MUSIC, e hanno firmato un accordo per la distribuzione
europea con la ADRENALINE RECORDS. Il gruppo ha partecipato a due
tributi realizzati dalla Adrenaline Records nel 1999 e nel 2000. Il tributo
agli Iron Maiden Children Of The Damned e quello ai Queen
The Attack Of The Dragons. Inoltre hanno recentemente partecipato
al Midwest Metal's Tribute ai Black Sabbath, intitolato
Dehumanized Witch. I SEASONS OF THE WOLF definiscono la loro musica
"progressive, gothic, New Age Metal". Le influenze spaziano dai primi
Black Sabbath/Blue Oyster Cult a nomi come i tedeschi Tangerine
Dream. Il suono originale che ne esce é sviluppato con tetsi tocchi
dal contenuto horrore fantascientifico.
Formazione: Barry
(Skullywolf) Waddell:
produttore, ch, back v, testi / Wes Waddell: v, testi / Dennis
Ristow: tast, testi / Wayne Hoefle: bt / Chris Whitford:
bs, v
Discografia: First
Self-Titled Record, 1996;
Lost In Hell, 1999 Lino Terlati 
CONTACT INFORMATION
Official
Web Page - SOTW Strategic Command Post
ADRENALINE
RECORDS
- contact Primo Bonali
info@adrenaline.it
ADDRESS
SOTW/Earth Mother Music
6071 17th Street East #5
Bradenton, Florida 34203 USA
E-Mails
wavesta9@idt.net
bloodtree@aol.com
| inviato da SpecialInterest il 14/4/2009 alle 15:28 | |
11 aprile 2009
Dalle ceneri DELIRIUM
DELIRIUM
IL NOME DEL VENTO
(Black Widow)
Sono passate epoche ma dopo Viaggio negli arcipelaghi del tempo, i DELIRIUM tornano con un nuovo album in studio egregio chiamato Il nome del vento con una splendida e
faggetteriana copertina. Il materiale presentato è davvero notevole, e a parte
qualche cantato un po’ forzato, i Delirium non sentono l’andare del tempo
rimanendo attualissimi con una potente sezione ritmica quasi soul.
Ettore Virgo e Pino Di Santo guidano ancora una volta la
band,rispettivamente tastiere e batteria,ancora una volta per immortalare i
Delirium come fermento vivo. Non più solo progressive, ma cerchi aperti sulla
vetrina 2009. I testi ancora una volta poetici come in Dolce Acqua,ma anche
viaggi come in Arcipelaghi. Certo il suono anni ’70 è presente, però si è evoluto,
questo il grande pregio di questa band ligure. Da ascoltare più volte e la
musica non si dissolverà a mai per i Delirium e per gli ascoltatori, un sogno
lungo 40 anni e rinato dalle ceneri. Fenice.
Lino Terlati
| inviato da SpecialInterest il 11/4/2009 alle 15:26 | |
8 aprile 2009
DOVE IL CIELO....INTERMIDIA
INTERMIDIA
Dove il cielo……
Dalle ceneri degli OTTO DIX ecco gli
INTERMIDIA,completamente diversi. Li guida Marco Prizzon e il cd è un musical,molto
teatrale.
Gi Otto Dix sono stati grandi, ma poi come tutte le non -favole
sono finiti. L’elettronica e le maschere (Split
Enz,Duffo) erano la base.Corpo Macchina è stato il loro album
d’esordio credo, giunto però alla fine della carriera.
Dove il cielo si presenta con una bella copertina, ma
musicalmente preferivo Otto Dix, qui è tutto gioioso, e per cogliere la vita ci
vuole anche maggiore cupezza. Che però ne Il
posto che sogni ii affaccia qui e là con una ritmica alla Dead or Alive
molto anni’80.
Alba che spunta sul mare o tramonto che chiude il
palcoscenico.
Cronache nere ricorda i Nova ,una band teutonica di
dance-rock, ma è anche autonoma con la bella voce femminile. E ancora
l’oscurità sfida il giorno.tastiere impazzite. Xymox-
Ma c’è spazio anche per l’etnia in Dune,con una liquida
chitarra.
Dal vivo si accendono emozioni senz’altro. Le musiche sono
di Marco Prizzon, Davide Pesce e
Claudio Zanatta che sono il nucleo di Intermedia. Attesi alla seconda prova.
Lino Terlati Chiudiamo anche con la copertina di SPECIAL INTEREST n*2 
| inviato da SpecialInterest il 8/4/2009 alle 14:47 | |
7 aprile 2009
SHOX LUMANIA
shox lumania
LIVE AT THE PEPPERMINT LOUNGE
(Roir)
Sono davvero fiero di
possedere questa unica cassetta incisa dal mitico gruppo Shox Lumania in
quel di New York.
Gli Shox Lumania è stato un
gruppo leggendario..Le loro performances stupivano critica e
pubblico..Teatralità, costumi e rock elettronico dandy ancora prima di new
romantics come Visage...
A parte un 45gg rarissimo,
soltanto la ROIR era riuscita ad averli sotto contratto per questo Live at
the Peppermint Lounge. Musica carica e ritmica avanti di 20 anni rispetto
alla produzione del tempo; la cassetta è stata registrata il 6 Settembre 1981 e
non è ancora stato ristampato su Cd ,un vero peccato..
Gli Shox Lumania
appartengono a quella schiera di comete che hanno buttato i loro spruzzi sulle
antenne di alieni interessati a nuove forme di linguaggio come Jobriath, New
York Dolls o Duffo. Gli Shox Lumania non erano solo musicisti ma anche
coreografi, ballerini. Lari Shox è morta di AIDS e Anton Sanko è
l'autore di Solitude Standing di Suzanne Vega, Richard Bone pubblica
dei bellissimi cd di musica new age anni '40, presto sarà intervistato su
queste pagine...Ecco quello che è rimasto di una stella luminosa.
Probabilmnte troppo avanti
per i loro tempi, nessuna etichetta si era presa la responsabilità di metterli
sotto contratto..Le loro melodie erano ricche e variopinte ma non nascondevano
al loro interno un tristezza palpabile. Le vicende successive dei componenti
della band erano già annunciate...Loro volevano rivangare il mito dei Lumania
una popolazione leggendaria esistente già prima di Atlantide, originaria della
Spagna.
Lumania la canzone omonima è un sincero omaggio a volte
triste di un popolo (ma anche di una band) che non esiste più. La Geografia e
le civiltà perdute sono punti fermi
nelle liriche dei Lumania ed infatti loro ci parlano anche di Russia, di China
,di uomini di Neanderthal.
La musica era carica di
professionalità e personalissima. I loro concerti erano tutti esauriti e se ne
parlava come della prossima next big thing. Bassi e tastiere e percussioni, gli
strumenti base, su cui il combo ha riversato la loro personalità indelebile.
Lenny Kaye del Patti Smith Group era un grande fan della band e scrisse
articoli bellissimi sui loro devastanti ed eleganti acts.
A volte la new wave delle
radici si affaccia in qualche brano come
Crazy Noise molto vicina ai B 52'S e ai Talking Heads anche se i
sintetizzatori erano proiettati molto avanti, e ricatapultavono il suono a
valvola di Michael Cotten dei Tubes in un nuovo universo.
Profumi, incensi, fumi e
l'esplosione di una band che non ha avuto modo di espandere i propri tentacoli,
ma i loro segnali sono arrivati chiari e limpidi e hanno lasciato nell'aria il
loro marchio..
Ricordarli è stato un
grande piacere e dovere, .......e le stelle stanno ad ascoltare gli Shox
Lumania.
Lino Terlati
| inviato da SpecialInterest il 7/4/2009 alle 9:8 | |
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