.
Annunci online

SpecialInterest
Il diario di Lino Terlati attraverso la musica di Todd Rundgren e altri idoli
arte
21 luglio 2012
VALERIO PICCIONI..........A NUDO!
Il nostro primo appuntamento con una lunga serie di interviste e disegnatori che già hanno dato conferma, la
iniziamo con VALERIO PICCIONI,attualmente disegnatore della Bonelli per la testata JULIA, ma in passato fu
anche in MAX LIVING, un fumetto sottovalutato che a me piaceva molto per le copertine e i disegni di Salvatore
Carramusa ,grande copertinista di cui ,oggi, nomi molto più famosi di lui, hanno attinto dalla sua arte, ma anche
per le splendide storie di Dario Gulli.
E' romano, ma non ha una grande storia, dopo MAX LIVING, passa all'INTREPIDO, quindi entra alla
BONELLI per Zona X, "Il segreto della magia", e dopo fino ai giorni nostri è nel parco disegnatori di JULIA,
bellissimo fumetto di Berardi e Calza.
Ma è meglio iniziare     

 

1 Come è iniziata la tua passione per i fumetti?
Come tutti, da bambino. Ricordo ancora distintamente la copertina del numero 3 di Capitan America della editrice
Corno che mio padre regalò a me e a mio fratello: un uomo vestito con un pigiama dai colori sgargianti che si
apprestava a combattere dei figuri in armatura medioevale! E che titolo :”Il destino supremo”! Irresistibile per un bimbo
di 6 anni! Da allora non fu altro che un copiare i disegni di tutti i fumetti che mi capitavano sotto tiro …
2 Non c’è mai stato qualcosa nella tua vita che ti abbia fatto pensare … basta ci rinuncio …
Come, penso, capiti a tutti … Ma per fortuna (o sfortuna) sono un discreto cocciuto (dovuto forse alle mie origini
abruzzesi!)

3 Dopo la scuola (di fumetti o tradizionale ) cosa hai fatto?
Dopo il liceo, una breve parentesi universitaria e dopo aver assolto agli obblighi militari ( … eh sì,ho una qual certa
età!) ,ho frequentato la “Scuola dell’Arte della Medaglia” della Zecca e Poligrafico dello Stato. Dopo essermi formato
come scultore ed incisore, ho deciso di cambiare totalmente prospettiva e provare con il Fumetto, mia passione da
sempre.

4 Si sa poco di te, prima di Julia ,quali fumetti hai fatto?
Non molto: due storie brevi per L’Intrepido, un numero per lo sconosciuto Max Living e le matite di 2 numeri di Zona X
inchiostrate da Mantero. Avevo iniziato a collaborare con Maurizio Di Vincenzo per un numero del mensile ESP che
non vide mai la luce per avvenuta chiusura della testata.

5 Berardi lo hai conosciuto per conto tuo o è stata la Bonelli a introdurti ?
Fu grazie alle sponsorizzazione dei ragazzi della Scuola Romana dei Fumetti : Caracuzzo, Di Vincenzo,Vincenti e soci
mi segnalarono che Berardi sarebbe passato presso la loro scuola in cerca di talenti per partire con un nuovo progetto
editoriale. Preparai alcune tavole di prova e per mia fortuna piacquero. Mantero mi chiese di aiutarlo per una storia di
Zona X : lo presi talmente sul serio che mi trasferii a Genova per 3 anni ad imparare il mestiere. Lì, Berardi ebbe modo
di osservarmi da vicino e mi diede la possibilità di entrare nello staff dei disegnatori di Julia.
6 Berardi o Calza o Mantero quando ti inviano le sceneggiature ,ti danno anche delle nozioni su come
vorrebbero i disegni o hai carta libera?
Il “metodo Berardi” è abbastanza noto: la sceneggiatura classica viene corredata da layout che facilitano di molto il
lavoro del disegnatore. Per quel che riguarda la libertà una volta capito cosa mi stava chiedendo e che cosa volesse
ottenere Berardi (soprattutto in termini narrativi) raramente mi ha fatto appunti sui disegni.
7 Quale numero di Julia ti è sembrato il migliore fra quelli che hai affrontato?
Come spesso mi capita, l’ultimo lavoro è quello del quale ricordo più vividamente le difficoltà e l’impegno profuso.
Ma sono particolarmente orgoglioso della collaborazione con il compianto Enio, soprattutto nei numeri “Il prezzo della
libertà” e “Route 70”.
8 Ti piacerebbe disegnare anche altre serie come Tex o Nathan Never?
Certamente,ogni personaggio ha una sua peculiarità e sarebbe bello affrontare nuove sfide. Certo i due esempi sopra
citati sono secondo me, tra i più difficili: bisogna avere la cultura adeguata per poter poterli affrontare.
9 Hai uno studio con altri disegnatori o lavori solo?
Uno studio vero e proprio non l’ho mai avuto, ma ho sia collaborato che lavorato da solo. Attualmente mi avvalgo dei
servigi di un baldo giovane: Luca Bonessi.
10 E se ti proponessero un tipo diverso di disegno che so ,comico alla Leo Pulp, accetteresti?
Non ho mai lavorato professionalmente con stile grottesco, ma mi piacerebbe molto fare un tentativo. D'altronde uno
dei miei fumetti preferiti è da sempre Alan Ford di Magnus e Bunker.
11 Hai l’esclusiva con la Bonelli o puoi pubblicare anche x altri?
Non sono un dipendente e quindi potrei, ma a stento riesco a stare dietro a tutto il lavoro che ho.
12 Se ti proponessero un fumetto erotico o porno tipo quelli di Palumbo, o Turini, o Vilella lo faresti?
Non mi è mai capitato… Attualmente, data l’età dei miei pargoli e lavorando in casa, avrei un certo imbarazzo.
13 Hai mai pensato di proporre un tuo personaggio con testi e disegni tuoi?
Idee bizzarre,penso,frullano nella testa di chiunque lavori in questo campo, ma per il momento non correte alcun rischio
in questo senso.
14 Da dove viene l’autore Valerio Piccioni?
Ti risparmierò la battuta “…da casa mia”! …Oops! Non me la sono risparmiata! Vabbè! Non parlerei di autore: tendo a
considerare autore chi scrive, o chi scrive e disegna. Preferisco considerarmi disegnatore , il che non è una diminutio
rispetto a chi scrive ma semplicemente un lavorare su piani differenti.
15 Rispetto a Steve Boraley,Luigi Pittaluga,Roberto Zaghi, tu ti concentri di più nella profondità di una tavola
che nell’aspetto fisico di Julia per esempio. E’ vero o è una mia impressione?
Oddio,non ci ho mai pensato … Quello che posso dirti è che paradossalmente mi sento più “libero” nel disegnare tutti
gli altri personaggi della testata, rispetto a Julia. Lei è la protagonista e deve essere sempre bella e affascinante e forse
questo mi frena un po’.
Lino Terlati

In onore alla globalizzazione sessuale Valerio ci ha mandato un suo autoritratto senza veli.



A Valerio ho associato un disco dei King Crimson Happy with what you have to be happy

Potrebbe anche essere un cd decente, ma tutti quei piccoli frammenti hanno rovinato un bel disco. Un disco che non ti fa venire voglia di ascoltarlo di nuovo, sterile, freddo, poco umano. Adrian Belew riproduce frammenti di poesia e anche se il cd è breve, la stessa noia. Forse voleva Robert Fripp, scherzo, una parodia, per esempio, il coro gaelico, e tutto sembra avvolto in una cortina di nebbia. La title.track è una grande canzone, dove fa la parte del leone Pat Mastellotto, che si rivela essere il migliore di tutti i batteristi dei King Crimson.
Probabilmente i King Crimson non hanno applicato le regole come un normale disco, ma buttato giù tutto quello che è venuto in mente.

Le immagini di Julia sono © della Sergio Bonelli Editore, quelle di Max Living © L'arca perduta, l'intera intervista © Lino Terlati




permalink | inviato da SpecialInterest il 21/7/2012 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 73233 volte




IL CANNOCCHIALE